Made in Italy

1897. Siamo a fine Ottocento e la Ditta C.E. Ferrari e Compagni di Calalzo di Cadore, azienda produttrice di occhiali che all’epoca contava oltre cento operai, rivendica con orgoglio in un documento che le sue spedizioni “a Nuova Yorck… a differenza di molti dei nostri prodotti che si spacciano con marche inglesi, francesi e germaniche, portano la marca Made in Italy”.

Questo documento è stato recuperato dallo storico d’impresa mestrino Massimo Orlandini, e l’azienda Ferrari oggi si chiama Safilo. L’azienda era già a fine Ottocento un’azienda moderna, avanti coi tempi. Solo nel 1930 la legge doganale americana imporrà a tutte le merci straniere di recare in evidenza il marchio con il loro Paese di origine: “Made in…”.

E nel 1930 già da qualche decennio alcune aziende italiane, con orgoglio e consapevolezza, erano capaci di imporre il loro marchio e far riconoscere la qualità, l’estetica e la comunicazione italiana sopra ogni altra. Parliamo ad esempio di Ercole Marelli, che aveva aperto la sua officina a Milano nel 1891 e nel 1911 contava 1.500 operai; dei Fratelli Branca che fondarono l’azienda a Milano nel 1845; di Egidio Galbani che fondò l’azienda nel 1882 e nel 1906 lanciò il fortunatissimo Bel Paese Galbani, capace di competere con i più rinomati formaggi francesi.

La “nostra” impresa non smette mai di cercare/creare nuovi clienti e nuovi mercati, e lo fa come un tempo senza rumore, sottovoce. Un’impresa proiettata sui mercati mondiali, ma radicata sul territorio italiano.

Tessile-moda-accessorio. Aero-spaziale. Auto e moto. Nautica. Vino. Gioielli. Cosa dire poi del settore arredo e del settore turismo? L’Italia è la prima scelta della clientela ultra high net worth. I super-ricchi di tutto il mondo.

Sarebbe ora che noi italiani smettessimo di criticarci, smettessimo di sottolineare i nostri punti deboli e imparassimo ad esaltare i nostri punti di forza.

Investire in Italia.

In questa fase sui mercati molti titoli sono “cari”. Ma investire in Italia non significa per forza investire nell’indice di borsa italiano, bensì significa investire in aziende, medio piccole, spesso familiari, straordinariamente efficienti, molto spesso non quotate nel mercato azionario italiano. Parliamo delle PMI, che secondo molti esperti sono ancora a sconto del 15-20% rispetto alla media degli ultimi 20 anni.

Per capirne di più serve come al solito la presenza di un consulente finanziario che non abbia un budget a cui rispondere e serve un grande gestore di patrimoni: internazionale, specializzato e con consolidato track record.

 

 

Tuffati, il ghiaccio è acqua. La maggior parte delle persone non associa la Finlandia alle immersioni subacquee, eppure sotto I suoi laghi ghiacciati si nasconde un mondo fatto su misura per chi cerca l’avventura.

 

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