
Nel 2005, nel pieno delle grandi scalate bancarie italiane, una telefonata tra Piero Fassino, allora segretario dei Democratici di Sinistra, e Giovanni Consorte, presidente della compagnia assicurativa Unipol, finisce per cambiare tutto.
Bastano poche parole intercettate: «Abbiamo una banca?» per far tremare la politica e aprire un caso che intreccia finanza e potere.
Novembre 2025. Sono passati vent’anni. Gli uomini del Nucleo speciale della Polizia Valutaria della Guardia di Finanza intercettano l’amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena mentre parla con Francesco Gaetano Caltagirone. “Generali è strategica fin dall’inizio”, gli dice. E non solo.
Ci sono 35 pagine di dettagli che hanno portato ad essere indagati Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri – amministratore delegato di Delfin (cassaforte di Luxottica) e Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena.
La Consob, l’organo di vigilanza, smentisce: non esiste alcun patto occulto!
L’indagine riguarda i giorni intercorsi tra il 29 aprile, data in cui l’assemblea di MPS decide di acquistare Mediobanca, e la fine settembre, quando l’operazione si è conclusa positivamente.
Ancora una volta in Italia sembra che finanza e politica muovano nell’ombra indipendentemente che questo arrechi danno agli azionisti, e qui il danno potrebbe arrivare sia per i soci di Mediobanca – ormai parte di MPS – che per i soci di Generali.
Questo mi fa tornare in mente da dove siamo partiti. E ripenso a quando un tempo, neoassunto nel Banco Ambrosiano Veneto, vedevo passare davanti al teatro della Scala l’amministratore delegato di Mediobanca Enrico Cuccia che tutto curvo ed in silenzio faceva la spola tra casa e la sede della banca. E tra parentesi, Enrico Cuccia alla Scala non ci andava mai!
Era il tempo della finanza laica. Ricca, arrogante, colta e soprattutto milanese.
Mediobanca nasce nel 1946 con i capitali della Comit e di Credit. Nel 1956 diventa socio anche lo IOR, il braccio finanziario del Vaticano e questo proprio grazie a Cuccia. Cuccia che nel tempo tesse relazioni con i nomi più blasonati dell’economia italiana: Edison, Fondiaria, Generali, Ifi, Pirelli e Ras. Insomma, come venivano definiti allora: Cuccia e i suoi!
Cuccia era un uomo esperto. Siciliano, figlio di un deputato, cresciuto fin dall’inizio in mezzo al potere politico, che sa come muoversi nei salotti della curia e sa come intessere alleanze internazionali.
Oggi Mediobanca non è più la banca di un tempo, il suo peso ormai è davvero limitato e si dice che il suo unico valore sia la partecipazione in Generali.
Quanto a Monte dei Paschi di Siena, questa banca era da tempo sull’orlo del baratro ed ha cambiato le sue sorti grazie al risanamento statale.
E proprio parlando di interventi statali, con i soldi dei contribuenti, cito un’altra indagine della Guardia di Finanza, che riguarda proprio il collocamento del 15% di MPS. Seguito da Banco BPM, sapete chi lo ha sottoscritto? Cittadini italiani? Ma figurarsi: 5% proprio a Banco BPM, 3% a Anima Holding (gruppo Banco BPM), 3,5% Caltagirono e 3,5% Delfin. Ai piccoli investitori quanto è andato? ZERO! A loro vengono lasciati i BTP Valore e i PTP Italia, i nuovi titoli di Stato italiani che da qualche anno vanno a ruba tra i piccoli risparmiatori.
Quanto raccontato oggi sul paese dei cachi, ne evidenzia la poca trasparenza economico-finanziaria. Per i risparmiatori desiderosi di far crescere il proprio patrimonio in maniera equilibrata è vitale la diversificazione oltre i nostri confini nazionali, tramite “investimenti gestiti”.
La mente è come la borsetta di una donna, piena di oggetti utili: ogni tanto è bene svuotarla e alleggerirla.
Lily Clair Lawrence
