FrAnciA: il malato d’Europa

La Francia non è più da “doppia AA”. S&P ha appena declassato il rating sovrano della Francia ad A+ dal precedente AA-. Chi avrebbe mai pensato che la seconda economia più importante d’Europa avrebbe avuto un rating A+?

Ricordiamo tutti il 2011. Il differenziale di rendimento (spread) tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi raggiunse i 5,5%, segno della grave crisi finanziaria abbattutasi sul nostro Paese. Crisi che riguardava anche l’Irlanda e gli altri paesi del sud Europa: Grecia, Portogallo e Spagna. Questi Paesi li chiamavano PIIGS per ricordare i maiali, dall’inglese “pigs”.

Oggi lo spread italiano è sceso a 0,8%, a testimoniare la ritrovata fiducia degli investitori verso il nostro Paese, e questo nonostante il nostro debito pubblico rimanga a livelli siderali: 135% del PIL.

La Francia invece sta attraversando una crisi politica senza precedenti nella storia della Quinta Repubblica (post 1958). Dal 2020 ha avuto 7 primi ministri, dal 2024 quattro. Ha un debito pubblico del 115,6% del PIL ed una spesa pubblica fuori controllo.

E non basta. Non si parla d’altro in Francia. Il debito pubblico non è il solo debito fuori controllo del Paese. La Francia ha anche un altro debito, meno noto, ma impressionante: secondo la Banca dei regolamenti internazionali, il debito delle imprese francesi ha raggiunti il livello record del 155% del PIL. In Italia parliamo del 57%, in Germania del 89% e negli Stati Uniti del 73,7%. Quelli più “frugali” siamo noi italiani!

Il declassamento scuote la fiducia nell’economia francese e nell’Europa stessa. Oltre ad aumentare i costi di finanziamento.

La Francia è stata aiutata a lungo dal fatto che i tassi di interesse per molto tempo sono stati bassi, ma ora i nodi vengono al pettine.

Come accadde per l’Italia del 2011 i mercati chiedono alla Francia sacrifici per rimettere i conti in regola, sacrifici che però il nuovo governo francese non vuole fare. Per accaparrarsi i voti necessari, le prime promesse del nuovo primo ministro (Lecornu) sono state annunciare un’imposta eccezionale sui grandi patrimoni e sospendere la riforma delle pensioni.

La Francia è l’unico, tra i ventisette membri dell’Unione Europea che dispone di armi nucleari e dispone di uno dei cinque seggi del Consiglio di sicurezza permanente delle Nazioni Unite.

Nonostante questo il momento è grigio. Non parliamo di una malattia acuta di un economia solida ed avanzata: è però una situazione cronica.

Conclusione: con la curiosità di oggi ho testimoniato per l’ennesima volta come il settore finanziario sia sempre in continuo mutamento e il risparmiatore che vuole tutelarsi deve necessariamente diversificare e affidarsi a chi di mestiere.

Qualsiasi cosa vada male, avrà probabilmente l’aria di andare benissimo

Prima legge di Scott

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *