Cuore di panna Algida e uova Fabergé

1842.  Fu fondata Fabergè, azienda famosa per aver creato 50 uova decorate per la famiglia imperiale russa.

Il primo fu realizzato su richiesta dello zar Alessandro III che commissionò alla compagnia un uovo di Pasqua in oro e pietre preziose da regalare alla moglie Marija. Visto il successo del primo regalo, lo zar commissionò un altro uovo per l’anno successivo. Lo zar successivo, Nicola II, ordinò due uova all’anno, una per la moglie e una per la madre.

La tradizione si interruppe nel 1916 con la rivoluzione di ottobre.

Grazie anche alle sue famose uova, Fabergè divenne la più grande gioielleria della Russia e produce ancora oggi sia orologi che gioielli.

La crisi dei beni di lusso e i disordini in Mozambico, dove si estraggono rubini, ha portato alla vendita dell’azienda al fondo del magnate Sergei Mosunov.

1947Il 29 marzo nasce Algida. Sulle ceneri della Seconda Guerra Mondiale nascono industrie come, tra le altre, Algida, Ferrero, Vespa, Autogrill, Pavesi e Peg Perego. Grazie ad uomini illuminati e con pochi mezzi l’Italia cerca il riscatto.

La storia di Algida è singolare.

Alfred Wiesner, ebreo di Zagabria, fuggito ai campi di concentramento, trova rifugio nella casa della famiglia di Celestino Faccenda (della resistenza marchigiana). Alfred a Roma lavora per la Croce Rossa Americana e nel 1946 riceve in regalo per il lavoro svolto due macchinari per il gelato, macchinari che possono produrre solo due gusti: vaniglia e cioccolato.

In segno di riconoscenza Alfred assume quattro figli del suo salvatore Celestino Faccenda. Tra questi c’è un genio, Mario, creatore del “Cremino” e poi nel 1959, ovviamente prendendo spunto dal portafortuna napoletano, del “Cornetto”.

Sul finire degli anni settanta, l’azienda viene acquistata dal gruppo internazionale Uniliver.

Conclusione:

Ogni imprenditore si chiede se la propria impresa riuscirà ad andare avanti dopo di lui. Le statistiche forniscono una risposta angosciante: più del 70% delle imprese di famiglia in Italia non sopravvive al secondo passaggio generazionale.

Purtroppo il nostro ordinamento non offre molte opzioni (donazioni, patti di famiglia…). Ognuno degli interlocutori dell’imprenditore (notai, commercialisti, consulenti aziendali, consulenti finanziari, …) propone una propria soluzione, però è spesso quella sbagliata. Perché? Perché è spesso frutto dell’esperienza, dei casi già affrontati.

Trovare soluzioni che portino alla “continuità” non dipende solo dalla volontà dell’imprenditore di affrontare l’argomento, ma dipende anche dalla bravura dei consulenti di uscire dagli schemi.

Se si vuole il meglio, bisogna cercare e pagare il meglio!

 

Sono le piccole opportunità a creare le grandi imprese.”

Stephen Covey

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