HERMES BIRKIN

Nessuno spende migliaia di euro in un orologio per sapere che ore sono, e nessuno acquista un auto costosa solo per spostarsi da un luogo all’altro.

Il desiderio di cose belle e il desiderio di mostrarle agli altri per rimarcare il proprio status sociale sono vecchi quanto il mondo.

I maggiori acquirenti di beni di lusso sono le persone ricche, i maggiori acquirenti di beni di lusso sono i Paesi più ricchi: Stati Uniti, Giappone, Cina.

Non solo “orologi ed auto, ma anche borsette, champagne e wisky rari.

Il lusso non tramonterà mai, tuttavia questo è un periodo di incertezza dovuto in particolare ai nuovi dazi imposti da Donald Trump e alle difficoltà dell’economia cinese con i consumatori asiatici restii a spendere come facevano prima del covid. Di conseguenza per il secondo anno consecutivo il Knight Frank Luxury Investment Index è in negativo. In questo 19’ report si evidenzia che nel 2025 l’indice ha segnato un rosso del 3,3%, e tra le poche cose positive la mitica regina indiscussa: la Hermes Birkin in pelle nera Togo.

Il 2024 è stato un anno terribile per l’arte (-18,3%), ancora peggiore del periodo covid. Male anche i vini pregiati (-9,3%) e i whisky rari (-9%).

Oggi l’apice del lusso è rappresentato da marchi comeFerrari, ma non è sempre stato così: il lusso nel tempo cambia continuamente pelle.

Se un uomo dei primi del Novecento avesse passeggiato lungo la parigina rue Lafayette avrebbe incontrato più di trecento boutique di mercanti di “perles fines” (dove fines stava per naturali). Nel periodo del charleston si parlava di “perlomanie” e per comperare un grammo di perle occorrevano 320 grammi d’oro e quasi otto chili d’argento. Poi è bastato un attimo: la crisi economica e la Seconda guerra mondiale hanno tolto luce a ogni gioiello.

Alla fine degli anni Settanta, Louis Vuitton era una piccola e media impresa con meno di 100 dipendenti e un fatturato di 70 milioni di franchi (circa 10 milioni di euro). L’amministratore delegato di Saint Laurent la definì come segue: “Louis Vuitton è solo un’azienda per snob dove Luchino Visconti e Louise de Vilmorin comprano valigie perché hanno le stesse iniziali”. Oggi l’azienda è molto cambiata ed è il peso massimo indiscusso dei beni di lusso con un fatturato di 86 miliardi di euro (LVMH, Louis Vuiton Moet-Hennessy).

Per quel che riguarda invece Hermes, famosa per le sue borse Birkin, l’azienda francese fondata nel 1837 continua ad essere un esempio. E’ un azienda che guardando a lungo termine reinveste i propri profitti in innovazione e sviluppo sostenibile mantenendo così qualità e artigianato eccellente.

Il lusso non tramonterà mai.

Da un paio d’anni, con le mie “Curiosità”, segnalo il crescente interesse mondiale per questo settore “old economy”, storicamente caratterizzato da una straordinaria resistenza.

Concludo ricordando che l’investimento nelle società del settore del lusso è “per tutte le tasche”, tuttavia non conoscendo quali saranno nel tempo i vincitori e i vinti è sempre meglio affidarsi a qualificati gestori

Amore e desiderio sono due cose differenti: non tutto ciò che si ama si desidera e non tutto ciò che si desidera si ama.”

Miguel de Cervantes. Scrittore, poeta, drammaturgo e militare spagnolo (29/9/1547-23/4/1616)

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