
Dietro alle cose che ci circondano nella nostra quotidianità, ci sono grandi storie di uomini e di donne, imprenditori e imprenditrici che con dedizione, lavoro, sacrificio, determinazione hanno usato il loro talento, la loro intuizione e la loro creatività e costruito il mondo in cui noi oggi viviamo.
Una di queste storie l’ho letta ad agosto in un giorno di questa strana estate e, parrà strano, ma mi ha fatto tornare alla mente un’altra storia svoltasi a fine seicento, ben 350 anni fa.
Era il 1970 quando Pietro Brombal aprì il suo laboratorio artigianale dove poter creare quel prodotto di alta gamma che ha sempre sognato: serramenti di lusso in acciaio e metalli pregiati. Oggi dopo 10 anni “straordinari” di crescita, l’azienda li vende nei mercati di quattro continenti.
Brombal ha acquistato la maggioranza della Zanatta Vetro, fondata da Ferruccio Zanatta nel 1972, azienda che esegue tutte le lavorazioni per la produzione dei vetri con uno dei forni più grandi d’Europa.
Ho avuto modo, in trent’anni di professione, di conoscere entrambi, di ascoltare le loro storie seduti al tavolo del ristorante. Due bandiere del Made in Italy, due veneti, due imprese familiari.
Nel 1600 vi erano due prodotti che davano grande ricchezza alle nazioni, i merletti e i vetri, e nel produrli gli artigiani migliori erano veneti: a Burano si lavoravano i merletti e a Murano il vetro.
In quegli anni sia le donne che gli uomini andavano matti per i merletti, che erano diventati simbolo di ricchezza e di potere. Come non pensare ai vestiti del Re Sole (Luigi IV, re di Francia) e dei nobili della sua corte?
Altro simbolo di ricchezza erano i vetri e gli specchi, e anche qui ci vengono in mente le sontuose reggie e dimore nobiliari. Che ne dite della Galleria degli Specchi della Reggia di Versailles?
Venezia faceva di tutto per evitare che le conoscenze delle merlettaie e dei maestri vetrai finissero nelle mani degli stranieri. Riunì la produzione sulle isole proprio per controllarli meglio. Se una merlettaia avesse tentato la fuga dall’isola di Burano e fosse stata riacciuffata per prima cosa sarebbe stata accecata e poi la sua famiglia sarebbe stata rinchiusa nelle prigioni veneziane. Ai maestri vetrai fuggitivi capitava invece più spesso di essere passati a fil di spada o avvelenati.
Luigi IV, in una sorta di spionaggio industriale, diede carta bianca ai suoi ambasciatori e ai propri agenti a Venezia di trovare merlettaie e maestri vetrai disposti per denaro a tradire il proprio Paese e a fuggire in Francia.
Una ventina di veneziane accettò. Presto diventarono duecento e nel 1665 il “punto in aria” tipico della lavorazione di Burano divenne il “Point de France”.
Nel 1664 anche quattro maestri vetrai accettarono e altri poi li seguirono attratti dalle promesse di un salario pazzesco o di “ragazze da marito” per gli scapoli. Nel 1665 in Francia aprono le prime fabbriche reali di specchi. Nel 1688 sono proprio queste fabbriche a scoprire una nuova tecnica per produrre specchi molto grandi e da questa scoperta nasce a Saint-Gobain quella che oggi è la grande multinazionale (non più solo vetro) che tutti noi conosciamo.
Da queste storie emergono due insegnamenti per gli investitori:
1) nel lungo termine gli investimenti di qualità e ben diversificati sono destinati a crescere;
2) investire è necessario per proteggere il patrimonio dall’erosione dell’inflazione.
E oggi di opportunità ve ne sono e non serve cercarle nell’azionario. I titoli di stato e le obbligazioni offrono rendimenti superiori al 4%, inimmaginabili fino allo scorso anno. E’ una occasione da prendere al volo.
Parliamone.
“Anche se non arrivi primo, ogni volta che migliori hai vinto.”
Julian T. Ruiz
