Ecco perché l’oro non è più oggetto dei miei consigli di investimento

Nel 1933 Hoover, il presidente uscente degli Stati Uniti, disse al presidente entrante Roosevelt: “Abbiamo l’oro perché non possiamo avere completa fiducia nei nostri governi”.

L’oro ha sempre esercitato il suo fascino sugli uomini.

L’oro ha deciso il destino di re ed imperatori. Già ai tempi di Augusto l’oro era la moneta universale e il modo più semplice per trasmettere la ricchezza di padre in figlio.

Ancora oggi insieme ad altri metalli e pietre preziose è sinonimo di ricchezza.

L’oro è uno dei pochi metalli che non ha paura del tempo.

È chimicamente inerte, significa che resiste ad acidi e agenti atmosferici mantenendo sempre la sua lucentezza. Al Museo Egizio del Cairo è conservato un dente d’oro di 4.500 anni che si dice sia in “condizioni sufficientemente buone per essere impiantato nella bocca di qualcuno”.

Chi legge le mie “Curiosità” ben sa di quante volte negli ultimi anni ho consigliato l’acquisto.

Il grande investitore di origine ungherese George Soros, noto ai più per il suo attacco speculativo alla lira e alla sterlina nel 1992, ha sempre predicato che una percentuale tra il 5% e il 10% del portafoglio di un investitore deve sempre essere investita in oro.

Circa una anno fa ipotizzai che arrivasse a valere 6.000 dollari l’oncia. Non ci sono andato lontano. Può farcela. Tuttavia…

Quando osservo il grafico dell’andamento dell’oro negli ultimi 30 anni mi sento vecchio. Io c’ero.

Sulla base della mia esperienza vorrei ora sfatare 2 miti:

– MITO N.1, l’oro batte i listini azionari. FALSO

Nel 2025 il metallo è balzato del 64%, registrando il maggiore guadagno annuo dal 1979 e infrangendo numerosi record grazie alla domanda di beni rifugio, all’allentamento della politica monetaria statunitense, ai solidi acquisti delle banche centrali e agli afflussi record nei fondi (in particolare ETF) soprattutto dovuti ai piccolo risparmiatori di tutto il mondo. ma è una eccezione, non la regola. Negli ultimi 50 anni l’indice azionario mondiale ha guadagnato il 24.000%, mentre l’oro solamente il 3.100%;

– MITO N. 2, l’oro è un bene rifugio. FALSO.

Il suo prezzo è tutt’altro che stabile. L’oro nel tempo ha attraversato fasi di guadagni incredibili, storni altrettanto significativi (tra il 40 e il 60% di perdita) e poi lunghissimi periodi di “digestione”. Ne volete degli esempi?

– nel 1980 l’oro quotava 850 USD. Poi crollò e recuperò solo nel 2008, ben 28 anni dopo;

– durante il 1991 perse il 63,84%;

– nel 2012 valeva 1.384,73 USD e crollò del 37% per recuperare solo nel 2019;

– durante il 2018 perse il 43,06%

– nel primo trimestre del 2021 il prezzo dell’oro era precipitato del 15%, da 2.000 a 1.700 dollari/oncia, e nello stesso periodo del 2022 di circa il 20% da 2.000 a poco più di 1.600 dollari per oncia.

– in questi giorni precipita rapidamente da 5.626 dollari per oncia a 4.669 (-17%) dopo la nomina di Kevin Warsh come nuovo numero uno della Banca centrale americana.

L’oro quindi continua a brillare. Per guadagnare con l’oro tuttavia è necessario avere tempismo.

Non sto cercando ci criticare, chi davvero è in grado di farlo?

Dico solo che l’investimento nell’oro va affrontato come ogni altro investimento, e per prima cosa affidiamoci a dei professionisti.

Chi ha guadagnato festeggi, tuttavia la fortuna non è una strategia di investimento.

Per cui io ora smetto di considerare l’oro uno strumento per investire. Stop. Per me l’oro oggi è solo speculazione, non ha più uno scopo funzionale d’investimento.

Concludo con uno spunto fiscale: se avete oro e state guadagnando molto quando venderete pagherete il 26% di imposte sulla plusvalenza. Se avete minus da compensare su titoli e non sapete come fare… chiamatemi.

L’oro non è tutto, c’è anche il platino.”

Paperon de Paperoni

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