
E non è la prima volta che ne parlo in questi anni nelle mie “Curiosità”.
Cosa hanno in comune Hermes, Lego, Miele, WalMart, Luxottica e Ferrero? Sono tutte “aziende familiari”.
Le 500 maggiori imprese familiari al mondo fatturano complessivamente 8.800 miliardi di dollari. Se fossero un Paese sarebbero secondi solo agli Stati Uniti e alla Cina.
Generano occupazione e ricchezza ed è impossibile ignorarle.
La ricerca accademica ha dimostrato che rispetto alle altre tipologie di aziende, godono mediamente dei seguenti vantaggi:
– offrono un maggior rendimento per gli azionisti;
– hanno meno debito;
– hanno minore probabilità di fallire;
– sono più longeve;
-hanno una visione di lungo periodo e spendono di più in ricerca e sviluppo;
– hanno maggior cura dei dipendenti e sono più attente alla soddisfazione del cliente.
L’Italia è ben posizionata. Ospita ben 22 delle maggiori 500 imprese familiari del mondo. E in Italia di aziende a conduzione familiare ce ne sono tantissime e di ogni dimensione. Ben 4 aziende su 5 in Italia sono espressione del capitalismo familiare e hanno un peso dell’80% del PIL nazionale.
Storie solide, ed oggi, nel pieno della quarta rivoluzione industriale, continuano ad essere la forza del nostro paese.
Una analisi a campione condotta di recente da Cerved Rating Agency evidenzia tutti gli aspetti positivi sopra elencati, tuttavia non va tutto liscio:
– sono troppo piccole e non crescono quanto le altre tipologie di azienda;
– l’elevata propensione all’export le espone ad una concorrenza pazzesca;
– quelle gestite dalle generazioni successive al fondatore sono meno redditizie e assumono più rischi.
Le sfide da affrontare sono quindi principalmente tre:
– crescita dimensionale e internazionalizzazione;
– digitalizzazione e innovazione;
– gestione efficace del passaggio di testimone alla generazione futura.
Mai come ora è quindi opportuno stringersi, confrontarsi, aiutarsi, crescere, usare le capacità uniche di noi italiani per combattere i nostri timori e creare un futuro migliore.
Noi risparmiatori possiamo investire nelle imprese familiari, anche piccole cifre, ci sono gli strumenti per farlo e mi vengono in mente i nomi di fondi di investimento azionari specializzati. Perché investire nelle imprese familiari? Spirito imprenditoriale ed innovazione.
Singolarmente siamo una goccia. Insieme un oceano.
Ryunosuke Akutagawa (scrittore e poeta giapponese; 01/03/1892-24/07/1927)
