Da Kodak a Nvidia

1966. Un apparecchio fotografico installato su di una sonda spaziale senza equipaggio scattò la prima foto della Terra vista dalla Luna.

Si trattava di una speciale macchina fotografica prodotta da Kodak, azienda statunitense nata alla fine del 1800, che per circa 110 anni ha dominato il settore, rappresentando il più grande produttore di apparecchi e pellicole.

In quegli anni il mercato mondiale era dominato da IBM, AT&T, General Motors, Kodak ed Exxon, un mix di tecnologia, telecomunicazioni, automotive ed energetici.

A metà degli anni novanta, l’avvento delle macchine digitali determinò per Kodak l’inizio della fine, culminato nel 2012 con il ricorse alla legge fallimentare (cosiddetta Chapter 11) dalla quale ripartì molto ridimensionata l’anno successivo. In questo decennio Kodak non è riuscita a ritornare al successo degli albori, anzi, recentemente si è riaffacciato il fantasma del fallimento, poiché il suo management ha comunicato grossi problemi con l’enorme debito e la crisi di liquidità. 

1993. Nello stesso periodo in cui è iniziato l’epilogo della gloriosa Kodak, tre trentenni (Jen-Hsun Huang originario di Taiwan, Chris Malachowsky e Curtis Prieme) fondano con soli 600 dollari di capitale e “in mezzo a un piatto di hamburger e patatine” la società NV (Next Version) in seguito chiamata Nvidia dalla parola latina “invidia”.

E’ nata una stella.

Oggi “Nvidia fa davvero invidia a tutti.

Oggi quella di Huang e soci è la società a maggior capitalizzazione al mondo, con un valore di circa 4.400 miliardi dollari, un numero mai visto prima. E’ pazzesco se si pensa che la performance del titolo negli ultimi 35 mesi è stata del +1.650%.

Ancora più impressionante se si paragona il valore di borsa dell’azienda all’intero monte titoli azionario quotato in Europa. L’intero mercato azionario tedesco vale 3.100 miliardi, quello di Parigi 3.800. In pratica Nvidia da sola vale più delle borse di Francia e Germania.

A fine 2022 la società statunitense fatturava 27 miliardi di dollari ed aveva un utile netto di 10 miliardi. Il fatturato del 2025 si stima intorno ai 130 miliardi con un utile netto di 72 miliardi. Il valore del titolo è quindi solo fotografia delle aspettative di sviluppo sull’intelligenza artificiale.

In passato ho dedicato alcune mie “Curiosità” a Postalmarket, a Blockbuster, a Kodak e a Nokia. Qualcuno se le ricorda? Al risparmiatore dico ancora una volta che la scommessa sui singoli titoli offre opportunità e anche rischi incalcolabili, mentre la diversificazione – e mi vengono in mente i fondi di investimento – significa conservazione e crescita dei risparmi nel tempo. Laddove singole società falliscono, nuove le rimpiazzano, in un continuo progresso, in una continua crescita.

Conclusioni:

1) I rendimenti non sono più dove noi italiani siamo sempre stati abituati a trovarli (titoli di stato e obbligazioni bancarie), oggi si trovano dove c’è innovazione e crescita. Un investitore può guadagnare soddisfacenti rendimenti nel tempo investendo una parte del suo patrimonio in azioni;

2) L’investimento in azioni deve essere diversificato. E quindi mi tornano in mente i fondi di investimento.

PS: uno dei 3 soci fondatori di Nvidia, l’ingegnere Curtis Prieme, ha venduto le sue azioni nel 2006 convinto che la società non avesse un futuro…. Oggi avrebbe circa 1.500 miliardi di dollari in più….

Sono le piccole opportunità a creare le grandi imprese.”

Stephen Covey

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