
Sbagliare non significa fallire. Molti geni hanno scoperto o inventato qualcosa perché non si sono arresi. Oggi volevo parlare di uno di questi inventori: Jan Ernst Matzeliger.
Nacque il 15 settembre del 1852 e ha inventato qualcosa di incredibile. Emigrato a 19 anni negli Stati Uniti, trovò lavoro in una fabbrica di scarpe e capì subito che qualcosa non andava. Alcune lavorazioni delle pelli erano ancora fatte a mano! Si mise subito al lavoro. Continuò tutta la vita a studiare soluzioni, progettando macchinari che aiutarono i lavoratori nelle calzature. Grazie al suo impegno tutto divenne più semplice e meno costoso e sempre più persone poterono tenere al caldo i piedi e camminare meglio. Cosa progetto? Matzeliger ideò una macchina che attaccava la parte superiore della scarpa alla suola…tutto in automatico! Al posto delle mani dell’uomo c’era un macchinario veloce e preciso.
Ci avevano provato in tanti, lui continuò a provare e riprovare, studiando e riprovando. Finché nel 1883 riuscì a compiere l’impossibile: la sua macchina teneva ferma la scarpa mentre tirava la pelle intorno al tallone, poi fissava la suola interna con dei chiodi e spingeva la scarpa in un contenitore. Mancavano solo i lacci e la scarpa era pronta. Dieci volte più veloce delle mani umane…
Liberation Day.
Di ritorno dal suo ultimo viaggio a Shangai, Tom Friedman intitola il suo editoriale sul New York Times: “Ho appena visto il futuro. Non era in America.” Friedman era stato a visitare il nuovo campus Huaway: 104 edifici che ospitano 35.000 scienziati-ingegneri e puntano ad attrarre i migliori tecnologi e ricercatori cinesi e stranieri.
Quello stesso giorno annunciando dazi a livelli imprevedibilmente alti, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è entrato con il cappello da cowboy e due pistole cariche nel negozio di porcellane del commercio internazionale.
Trump ha colto di sorpresa i mercati finanziari che hanno reagito con variazioni record, sui livelli di quanto accaduto durante il Covid, gli attentati dell’11 settembre e la crisi del 2008.
Molti mi chiedono perché lo ha fatto.
Gli Stati Uniti sono in piena occupazione, negli ultimi 20 anni il loro Pil è cresciuto dell’80% di più di quello dell’Unione Europea eppure da quanto si legge sui giornali sembra che gli americani siano più arrabbiati che mai, sembra che il mondo gli debba qualcosa. Chissà.
Trump, anche se comportandosi come un elefante impazzito in una cristalleria, ha di sicuro fatto capire al mondo che gli squilibri internazionali esistono e sono evidenti:
1) la Cina consuma troppo poco rispetto a tutto quello che produce;
2) gli americani, che hanno sempre consumato molto di più di quello che producono, da alcuni anni spendono eccessivamente, e lo evidenzia l’enorme debito pubblico che ha raggiunto la stratosferica cifra di 36 trilioni di dollari.
3) la bella addormentata Europa non cresce più e si lascia travolgere senza far nulla.
Strategie per affrontare i mercati finanziari.
Questo è l’ennesimo momento di turbolenza finanziaria che vivo da operatore del settore ed è simile a molti altri ai quali ho assistito da ben prima di quando ho iniziato la mia carriera lavorativa nell’ambito bancario/finanziario nel 1995.
Gli investitori chiedono chiarezza, tuttavia a mio parere servirà tempo per capire l’impatto dei dazi sull’economia globale che già ora hanno penalizzato la fiducia di imprenditori e di consumatori determinando un calo del Pil e maggiori probabilità di recessione.
Questi movimenti fanno parte della storia dei mercati, sono imprevedibili e sono sempre stati superati. E’ un problema serio, vero, ma non c’è tempo per preoccuparsi, bisogna lavorare sodo.
Ma al di là dei movimenti a breve termine, la domanda legittima è come posizionare i portafogli di fronte a questo cambiamento?
Il mio approccio ha sempre mirato alla stabilità tramite la diversificazione. E anche se la performance potrà rimanere indietro nei momenti di rally dei mercato, in occasioni come questa mostra tutta la sua resilienza.
Prima cosa quindi proteggerci, seconda modificare la stretegia d’investimento per rispecchiare il nuovo ordine geopolitico ed economico, terza continuare a seminare per poi raccogliere i frutti in futuro, e mi vengono in mente i piani di accumulo. Quanti? Tanti, uno per ogni obiettivo da raggiungere.
La storia insegna dunque che le fasi di incertezza solo solamente temporanee e che i mercati finanziari sono destinati a crescere: sarà così anche stavolta!
“Il segreto per andare avanti è iniziare. Il segreto per avere successo è continuare.”
Mark Twain
