Tre consigli per investire nelle materie prime

98 milioni di euro spariti, 6 persone indagate e tantissimi piccoli investitori trevigiani con il fiato sospeso.

“La truffa del lingotto” di cui ogni giorno si legge ne “La Tribuna di Treviso” si aggiunge allo schema Ponzi milionario con le criptovalute che ha sempre coinvolto la provincia di Treviso.

Bitcoin e Lingotto. Sono sempre loro ad attirare la luce dei riflettori.

Come si fa a prendere un pò di esposizione su oro e metalli preziosi? E su gas e petrolio? Mettersi a “scommettere” su singole materie prime è roba da cuori forti!

Primo: rivolgersi a chi lo fa per professione. Il consulente finanziario è iscritto ad un albo, “l’educatore finanziario” che vende lingotti d’oro lo si arresta a Dubai!

Sul listino italiano (Piazza Affari) ci sono soprattutto Etc: gli Exchange Traded Commodities consentono di prendere posizione su di una singola materia prima.

Secondo, la domanda è: vale la pena avventurarsi? Su un articolo recente de “Il Sole 24 Ore” sono descritti I tanti difetti e I pochi pregi di tali strumenti. Investire nelle materie prime è talmente complesso da tenere alla larga anche gente esperta.

Terzo: come ho ricordato in più di una mia “Curiosità”, esistono anche altri metalli indispensabili per la nostra stessa esistenza.

1) L’argento ha riguadagnato il centro della scena, con spunti al rialzo che l’hanno spinto ai massimi da tre mesi. Non è usato solo in gioielleria ma è anche indispensabile in molti settori industriali quali ad esempio l’energetico (fotovoltaico, celle solari, ricarica delle batterie), la metallurgia (bronzi, ottoni o oltre leghe), la fotografia e la medicina (garze, bende, cerotti, creme, …).

2) Il rame, oggi è ritenuto insostituibile. Indispensabile in tubi, cavi elettrici e chip. Gli investitori americani lo chiamano “Doctor Copper”, perché è come un termometro al contrario, il suo prezzo sale quando l’economia è in salute e scende quando l’economia stenta.

L’associazione mondiale del carbone ci dice che oltre metà della sua produzione viene utilizzata nel settore delle costruzioni e il 20% è destinata ai prodotti elettrici. La transazione energetica ha un appetito vorace per questa materia prima. Ad esempio, un’auto elettrica consuma quattro volte più rame di un modello termico.

L’Intelligenza Artificiale, se diventerà realtà, potrebbe non essere da meno. Secondo l’operatore minerario anglo-australiano BHP la domanda di rame salirà del 70% per sopperire alle necessità dei data center.

Insomma, tutti vogliono metalli.

Tutto considerato, la regola d’oro è sempre diversificare e rivolgersi a società di gestione riconosciute ed affidabili.

Nel campo degli investimenti esistono alcune soluzioni di qualità capaci di creare valore. Parliamone.

Il futuro è una scelta che fai in ogni momento

Roy Martina

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