
La rassegna quadriennale si è appena conclusa. Molto sono cambiate le olimpiadi nell’era dell’intelligenza aumentata e protagonisti non sono più solo gli atleti. Tuttavia ci sono sempre miti, stranezze, curiosità, spigolature nel meraviglioso racconto dei Giochi Olimpici e per fortuna riguardano spesso non l’evento in se, ma gli uomini e le donne che vi hanno preso parte.
Per la prima volta fu permesso alle donne di gareggiare in una olimpiade solo ad Amsterdam nel 1928 e in tale occasione il Barone de Coubertin nel suo discorso di apertura, disse: “Io rimango contrario alla partecipazione delle donne ai giochi olimpici”.
Quasi cento anni dopo, è meraviglioso guardare il medagliere azzurro. Noi italiani dobbiamo ringraziare molto le nostre atlete, vincitrici di quasi tutte le nostre medaglie d’oro, 7 su 10:
- Francesca Lollobrigida, pattinaggio di velocità, 3000m donne
- Elisa Confortola, Arianna Fontana, Thomas Nadalini, Pietro Sighel, short track, staffetta mista
- Andrea Vötter e Marion Oberhofer, slittino, doppio donne
- Simon Kainzwaldner ed Emanuel Rieder, slittino, doppio uomini
- Federica Brignone, sci alpino, super G donne
- Francesca Lollobrigida, pattinaggio di velocità, 5000m donne
- Federica Brignone, sci alpino, slalom gigante donne
- Lisa Vittozzi, biathlon, inseguimento donne
- Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, Michele Malfatti, pattinaggio di velocità: team pursuit uomini
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Simone Deromedis, sci acrobatico: skicross uomini
L’immagine che più ricorderò è l’inchino fatto dalle atlete Hector e Stjernesund, appena sconfitte, alla nostra fantastica Federica Brignone. Dopo averla aspettata al traguardo si sono avvicinate in ginocchio e l’hanno omaggiata di un gesto che è destinato a fare la storia dello sci mondiale.
E cosa dire poi di Arianna Fontana che nello short track con 14 medaglie stabilisce il record di podi olimpici dell’Italia?
A Mao Zedong è stata attribuita la frase: “Le donne sono l’altra metà del cielo”.
Poiché il “cielo” rappresenta l’interezza del mondo, le donne non sono figure secondarie, ma costituiscono la metà necessaria per la completezza, l’armonia e la pienezza della società.
In sintesi, la frase sottolinea la parità di valore e la necessità della presenza femminile per sostenere il mondo.
Mi sento di dire che il cielo di Milano e Cortina è tutto rosa. Brave ragazze!
Questo evento non si chiude qui. Non è solo evento sportivo, ma influenzerà i prossimi anni. E’ una cartolina inviata a miliardi di persone nel mondo.
Allianz è stato lo sponsor.
Questa scelta va spiegata, perché essere sponsor di questo evento?
Perché Allianz è un Gruppo che è presente in Italia, particolarmente nel Triveneto dove abbiamo oltre 2 milioni di clienti. E grazie a questi 2 milioni di clienti Allianz ha consolidato la sua reputazione.
La sponsorizzazione ha quindi due letture:
– la prima è che Allianz crede al territorio e la sponsorizzazione serve a consolidare il rapporto per i prossimi, chissà 110 anni;
– la seconda è che Allianz ringrazia il territorio sponsorizzato restituendo al territorio quello che il territorio ha dato ad Allianz.
Dobbiamo pensare a tutti gli eventi realizzati sul territorio per arricchirlo, a tutte le infrastrutture che da Milano a Cortina rimarranno sul territorio, ai benefici dell’indotto (pensiamo all’hotellerie).
Oltre ai campioni e allo sponsor, secondo me, queste olimpiadi hanno anche un’altro protagonista: le imprese italiane. Dall’hotellerie ai fornitori degli allestimenti. Anche loro maestre di affidabilità, sostenibilità, sicurezza e comfort.
E poiché il mio ufficio è a Montebelluna come posso non citare:
1) a Montebelluna batte il cuore creativo della francese Rossignol. La base operativa è lo storico sito Ex Caber (Caberlotto…Lotto);
2) a Montebelluna troviamo Risport (pattini);
3) a Montebelluna nasce il Calzaturificio SanMarco, ora Head, che oggi ad Altivole ha il suo centro di ricerca e sviluppo;
4) ad Asolo sono collocati ricerca e sviluppo e assemblaggio della Delbello (scarponi).
Vince solo chi è convinto di poterlo fare
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